|
Corso Linux e Open Source |
|
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Giovedì 30 Dicembre 2010 08:05 |
 Che fanno un cigno ed un pinguino insieme? Semplice, fanno un corso di software Linux e Open Source! Perchè, cosa avevate capito? Legambiente, come si sa, si occupa di fonti di energia rinnovabili, di acqua pubblica, di inquinamento atmosferico e delle acque, di ecomafie, di vivibilità delle città e di tematiche sociali in genere che tendono a voler migliorare la vita su questo pianeta e del pianeta stesso. Allora, se le sedi più adatte per parlare di open source sono rappresentate da siti, riviste e corsi di informatica, perché dedicare a questo argomento una serie di articoli? Cos'è che accomuna le battaglie di Legambiente per migliorare la vita sul pianeta terra e il nostro modello di società con l'open source? La risposta è semplice e si può sintetizzare in un'unica parola: libertà, o meglio libertà di scelta. Oggi, in tutto il mondo, la maggior parte dei computer usa come sistema operativo una versione di windows; che sia essa windows xp, windows vista o windows 7, sono sempre prodotti Microsoft;così come una versione di windows è installata sulla maggior parte dei computer, la maggioranza degli utenti userà Microsoft Office come suite per ufficio. Non c'è nulla di male nell'usare prodotti Microsoft(se hai i soldi)perché, nei casi più semplici, sono facili da utilizzare grazie ad interfacce grafiche intuitive. Naturalmente, essendo prodotti proprietari della Microsoft, per usarli in modo legale bisogna rispettare dei termini di licenza che, solitamente, includono anche oneri economici. Avrete, senz'altro,sentito parlare di Linux, sistema operativo open source per eccellenza che, distribuito liberamente, rappresenta una valida alternativa ai sistemi Windows. Ovviamente, oltre a Linux, esistono molti prodotti alternativi a quelli proprietari che possono essere usati liberamente; si può, per esempio, usare a costo zero come suite per ufficio Open Office o LIbre Office al posto di Microsoft Office. Sia chiaro, però, che il fatto che un programma o un sistema operativo sia distribuito e si possa usare liberamente, non vuol dire che questi non siano sottoposti a licenza. In particolare Linux e Open Office (o Libre Office) sono prodotti distribuiti sotto licenza GNU Lesser General Public License che analizzeremo nei prossimi articoli. Stay tuned, prossimamente su questo sito maggiori informazioni sul corso.
Introduzione a cura di Jusi Pomenti
|
|
Rapporto Ambiente Italia 2009 |
|
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Giovedì 19 Marzo 2009 12:26 |
|
Ancora emergenza per l'Italia dell'ambiente: la situazione è critica per i rifiuti al Sud, per la mobilità nei trasporti su strada, per l'inquinamento da Pm10 al Nord. Le buone pratiche riguardano la riduzione delle emissione climalteranti dell'1,7%, l'agricoltura biologica, i marchi ecolabel e il turismo sostenibile. Questo, va aggiunto alla crisi economica e ai problemi strutturali del paese: il divario tra Nord e Sud, il dilagare del potere mafioso, il debito pubblico. La fotografia sullo stato dell'arte la scatta il rapporto di Legambiente Ambiente Italia 2009 - Rifiuti made in Italy, presentato a Roma. Secondo il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza il rapporto è "il giusto strumento per capire in quali settori intervenire" anche alla luce di "un new deal" ecologico attraverso incentivi, una politica fiscale incentrata sul consumo delle risorse ambientali, innovazione e ricerca, e valorizzazione delle piccole e medie imprese. Per il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani sui rifiuti bisogna imboccare "la strada della gestione sostenibile", definire "le regole del gioco a livello centrale e locale, replicare le best practices sulla differenziata". |
|
Leggi tutto...
|
|
Pensare una nuova Costituzione |
|
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Mercoledì 04 Gennaio 2012 16:25 |
|
Il TAR Lazio (Roma)
Sezione I ter n.9178 del 23 novembre 2011 (Beni Ambientali. Individuazione
aree naturali protette) riconosce per le aree protette la necessità di
integrare nel modo opportuno le politiche di conservazione e quelle di
sviluppo, perseguendo il miglioramento del rapporto tra attività
antropiche e ambiente naturale. Un punto importante che spinge in favore
di un equilibrato rapporto tra legittime esigenze di sviluppo economico
e sociale e le altrettanto inviolabili esigenze di tutela e protezione
di ambienti ecologici particolarmente delicati e pregiati.
Una
sfida che è alla base dell'impegno del circolo Larus Legambiente di
Sabaudia, inteso a condurre il Parco nazionale del Circeo, le città che
ne fanno parte e i suoi residenti in una nuova modernità in cui le aree
protette costituiscono il pilastro centrale di un modello di sviluppo
che non consuma territorio, non violento, impermeabile alle mafie e alla
speculazione, capace di perseguire, attraverso la valorizzazione dei
beni comuni e sistemi d'impresa davvero efficienti, i legittimi bisogni
dei cittadini, coniugandoli con la tutela e valorizzazione degli
equilibri ecologici.
Il TAR del Lazio afferma che:
- In ragione di quanto previsto dalla
legge 6 dicembre 1991 n. 394 e della legge regionale 6 ottobre 1997, n.
29, le riserve naturali – rientranti nella più ampia categoria delle
aree naturali protette – sono costituite da “aree terrestri, fluviali,
lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente
rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentino uno o più
ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione
delle risorse genetiche” (art. 2, comma 3, l. n. 394/1991), rispetto
alle quali sussistono particolari esigenze di tutela, sotto il profilo
non solo della conservazione dello stato dei luoghi ma anche del
rapporto tra attività antropiche ed ambiente naturale.
In altri termini,
si tratta di zone che – in ragione delle peculiarità che le connotano –
impongono integrazione tra politiche di conservazione e di sviluppo ma
anche attenzione nel perseguimento del miglioramento del rapporto tra
attività antropiche ed ambiente naturale (in primis, del rapporto tra la
gestione degli spazi ed il mantenimento degli equilibri degli
ecosistemi). L’attività di individuazione di dette aree richiede,
dunque, particolare attenzione, rivestendo un ruolo di indiscussa
importanza in ragione dell’inerenza alle finalità essenziali della
tutela della natura la quale – tenuto, tra l’altro, conto della sua
rilevanza costituzionale – ben può determinare il sacrificio di pur
validi interessi privati.
Un'ambizione
che in alcuni Paesi è stata scritta nella loro Carta Costituzionale, a
ricordare il legame vitale che tiene insieme l'uomo e la natura. Dice,
ad esempio, il preambolo della costituzione boliviana:
In
tempi immemorabili si innalzarono montagne, si formarono fiumi e laghi.
La nostra Amazzonia, il chaco, l'altipiano e le nostre pianure e valli
si coprirono di verde e di fiori. Abbiamo popolato questa sacra Madre
Terra con volti differenti, comprendendo la pluralità delle cose e la
nostra diversità in quanto esseri umani e culture. In questo modo si
sono formati i nostri popoli, e mai abbiamo compreso il razzismo che
abbiamo sofferto sin dai tempi luttuosi della colonizzazione né mai lo
comprenderemo. Il popolo boliviano, di comporizione plurale, dalla
profondità della storia, ispirato dalle lotte del passato, dalla
resistenza indigena anticoloniale, dall’indipendenza, dalle lotte
popolari per la liberazione, dalle manifestazioni indigene, sociali e
sindacali, dalle guerre per l’acqua e di ottobre, dalle lotte per la
terra e il territorio, e accompagnati dalla memoria dei nostri martiri,
costruisce un nuovo Stato. Uno Stato basato sul rispetto e
sull’uguaglianza tra tutti, con principi di sovranità, dignità,
complementarietà, solidarietà, armonia e equità per ciò che riguarda la
distribuzione e la redistribuzione del prodotto sociale, in cui
predomini la ricerca del vivere bene; rispettando la pluralità
economica, sociale, giuridica, politica e culturale degli abitanti di
questa terra; in convivenza collettiva e con accesso all’acqua, al
lavoro, all’educazione, alla salute e ad una casa per tutti. Lasciamo
nel passato lo stato coloniale, repubblicano e neoliberale. Accettiamo
la storica sfida di costruire collettivamente lo Stato Sociale Unitario
di Diritto Plurinazionale Comunitario, che integra e articola le
intenzioni di avanzare verso una Bolivia democratica, produttiva,
portatrice e ispiratrice di pace, impegnata nello sviluppo integrale e
nell'autodeterminazione dei popoli. Noi, donne e uomini, attraverso
la Assemblea Costituente e con l’originario potere del popolo,
esprimiamo il nostro impegno per l’unità e l’integrità del Paese.
Adempiendo al mandato dei nostri popoli, con la forza della nostra
Pachamama e con l’aiuto di Dio, rifondiamo la Bolivia. Onore e gloria ai
martiri dell’impresa costituente e liberatrice, che hanno reso
possibile questa nuova storia.
E ancora, al CAPITOLO QUINTO - DIRITTI SOCIALI E ECONOMICI - SEZIONE I - DIRITTO ALL’AMBIENTE
Articolo
33 Le persone hanno diritto ad un ambiente sano, protetto ed
equilibrato. L’esercizio di questo diritto deve permettere agli
individui e alle collettività delle generazioni presenti e future, oltre
che agli altri esseri viventi, di svilupparsi in modo normale e
permanente.
Articolo
34 Ogni persona, a titolo individuale o in rappresentanza di una
collettività, ha la facoltà di eseguire le azioni legali in difesa del
diritto all’ambiente, senza pregiudizio per gli obblighi delle
istituzioni pubbliche di intervenire contro gli attentati all’ambiente.
Principi
che ispirano la nostra azione e che dovrebbero diventare obiettivo di
una classe dirigente dedita al bene comune e alla preservazione e difesa
dell'uomo e della natura che lo circonda. A tutti noi le conseguenti considerazioni. |
|
Infiltrazioni malavitose a Latina |
|
|
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Domenica 08 Marzo 2009 21:14 |
|
Non esistono più dubbi ne alibi. Le mafie, con la loro scia di interessi economici, loschi personaggi, prestanome, avvocati e imprenditori, è presente sul nostro territorio e, come il circolo da anni denuncia, rischia di soffocare una già asfittica economia nonché di ledere gli spazi di democrazia e libertà che sono diritti fondamentali di ogni cittadino. Le inchieste giornalistiche che si stanno susseguendo nelle pagine della stampa locale e nazionale (vd. L’Espresso, Left, L’Unità) e i diversi servizi televisivi trasmessi da emittenti nazionali e realizzati da giornalisti di assoluto valore (La7) sull’incredibile giro d’affari e sulle connivenze tra politica e camorra in atto nella Provincia di Latina, sono uno schiaffo a tutti coloro che negano, spesso per ignoranza e disinformazione, in altri casi per complicità (vedere il caso Fondi), il grave fenomeno malavitoso. Ci riferiamo ad amministratori e imprenditori che non intendono affrontare questo tema e anzi lo negano. Dalle indagini della magistratura in corso a Fondi e in altre amministrazioni locali emergono i primi nomi dei presunti responsabili, dei boss che governano i fiumi di denaro, dei politici e degli imprenditori che “gestirebbero” importanti quanto loschi investimenti immobiliari. Emerge con sempre maggiore evidenza una strettissima relazione tra investimenti immobiliari, ciclo del cemento, investimenti fondiari, costruzione di nuovi e sciagurati porti e criminalità organizzata. Il territorio pontino è sempre più oggetto di progetti speculativi finalizzati al riciclaggio di denaro sporco. Negozi, terreni, attività imprenditoriali, sono sempre più nelle mani della criminalità. Una rete di interessi e connivenze che sono da sempre denunciate, con determinazione e responsabilità, da cittadini, esponenti delle forze dell’ordine, alcuni magistrati e alcuni amministratori nonché da associazioni come Legambiente, Libera e l’Associazione Caponnetto le quali, nonostante le difficoltà e l’isolamento, non hanno mai voluto recitare il ruolo di mute comparse della “Circeo Connection”, ne hanno mai smesso di denunciare il legame perverso tra il costante abbassamento del livello di legalità, l’infiltrazione della Camorra e della ‘Ndrangheta e il dilagare di un modo di fare politica poco trasparente. Le pressioni esercitate sul Parco nazionale del Circeo dimostrano quanto ambiscano tali personaggi ed interessi ad inserirsi all’interno dell’area protetta realizzando in essa progetti insostenibili dal punto di vista ambientale e giuridico. Contro tali pressioni e tentativi di infiltrazione Legambiente sarà determinatissima, pronta a denunciare qualunque “strano investimento o progetto”. Ricordiamo a questo proposito che solo pochi giorni fa, sono state sequestrate dal comando del Corpo Forestale dello Stato di Terracina, alcune cave abusive realizzate in pieno Parco riempite successivamente con rifiuti probabilmente pericolosi. Si tratta di un business tipico delle ecomafie insieme a quello del cemento (all’interno del Parco ci sono, stando ai dati diffusi dal Parco, circa 1500000 metri cubi di cemento illegale) e dei rifiuti, un campanello d’allarme che dovrebbe svegliare e sollecitare cittadini e amministratori troppo spesso sordi, poco attenti, poco vigili in favore di un impegno radicale contro l’illegalità. La collettività, le amministrazioni, l’imprenditoria ci troveranno a loro fianco, se decideranno di impegnarsi davvero in favore della trasparenza, della legalità, della responsabilità, di un’economia virtuosa e sostenibile e non invece malata e sporca, pronti a condurre una battaglia ferma e severa contro chi questo territorio vuole trasformare in un “affare di famiglia” da distruggere definitivamente. |
|
|