Uno
sviluppo ecosostenibile per Sabaudia di
Franco Brugnola
Il
punto di partenza per parlare di sviluppo ecosostenibile a Sabaudia
non può che essere il documento prodotto alcuni anni fa dal gruppo
di lavoro di Sabaudia Agenda 21 e denominato “Relazione sullo stato
dell’Ambiente”, un lavoro di notevole interesse, molto
dettagliato.
Purtroppo,
nonostante i vivi e ripetuti solleciti formulati con interventi ed
interrogazioni dal Gruppo del PD, la maggioranza è rimasta fino ad
ora sorda a questo tema.
Si
tratta di un errore culturale che comporta anche danni dal punto di
vista finanziario, perché, utilizzando gli indirizzi e i progetti
sviluppati in quella sede, sarebbe stato possibile presentare
richieste di finanziamento alla Regione e all’Unione Europea per
sostenere comunque l’economia locale.
A
sua volta la proposta di Piano del Parco approvata di recente dal
Consiglio Direttivo del Parco del Circeo è un documento di elevato
valore scientifico e culturale, ricco di proposte innovative anche
dal punto di vista delle prospettive di sviluppo ecosostenibile, che
rappresenta una sfida costruttiva all’assenza di idee, della
maggioranza che regge pro
tempore
il nostro Comune. Invece di approfittare di questa opportunità, la
maggioranza si è chiusa e non ha neanche portato la cosa in
discussione in Consiglio comunale.
Peccato,
perché l’approvazione del Piano del Parco è il presupposto per
l’emanazione del Regolamento del Parco, previsto dall’art. 11
della L. 394/91 e che deve disciplinare l’esercizio delle attività
prevedendo anche le deroghe ai divieti posti dal 3° comma dello
stesso articolo. Una opportunità per risolvere tutta una serie di
problematiche non di poco conto che oggi limitano spesso
notevolmente i diritti dei cittadini.
Altro
documento utilissimo è rappresentato dal Piano pluriennale di
sviluppo economico e sociale, approvato alcuni anni fa dalla
Comunità del Parco ed anch’ esso giacente in qualche cassetto del
Comune, che consentirebbe, se approvato, di presentare (
possibilmente in maniera congiunta da Parco e Comune ) richieste di
finanziamento all’Unione Europea per una serie di progetti.
Per
quanto riguarda più in particolare l’agricoltura
è
necessario tutelare e sviluppare il nostro patrimonio rurale ed
utilizzare l’opportunità offerta dal Piano Strategico Nazionale
di Sviluppo Rurale 2007-2013 per la riconversione della nostra
agricoltura riducendo progressivamente l’impiego di sostanze
chimiche e orientando gli addetti verso le colture biologiche con
l’assistenza di personale qualificato e prevedendo adeguati
sostegni economici. In tal modo l’agricoltura potrà divenire
custode della biodiversità all’interno del Parco.
E’
necessario realizzare un progetto condiviso tra Parco e
Amministrazione comunale per dare agli agricoltori un marchio del
Parco e per realizzare in tempi rapidissimi un progetto di filiera
corta che agevoli la vendita dei loro prodotti sia con il farmer’s
market che nella grande distribuzione.
Per
quanto riguarda le serre dovranno essere approfondite le
problematiche a seconda delle varie zone, ricercando, d’intesa con
gli interessati, soluzioni appropriate.
Deve
essere agevolata ( anche dal punto di vista urbanistico ) la
trasformazione di strutture agricole dismesse per la realizzazione
di attività di agriturismo o ricettività di altro tipo.
Deve
essere anche studiata e finanziata la realizzazione di impianti per
fonti energetiche alternative e lo sviluppo delle agro-energie o
prevedendo, sempre d’intesa con il Parco , le modalità per la loro
realizzazione.
E’
importante realizzare anche itinerari enogastronomici e
realizzare delle economie esterne per gli agricoltori che hanno già
scelto la via dell’agriturismo.
Ove
possibile, sempre d’intesa con il Parco, possono essere
individuate aree per pic-nic agevolando (anche da punto di vista
urbanistico ed amministrativo ) gli agricoltori che vogliano anche
somministrare alimenti e bevande.
Per
quanto riguarda l’ allevamento
devono
essere individuate delle aree, contigue al Parco ove poter
realizzare stalle consortili per l’allevamento delle bufale e per
la trasformazione dei prodotti ( anch’essi con un marchio del Parco
) nel rispetto delle norme europee.
Occorre
anche prevedere un adeguato sviluppo delle altre specie allevate
nella zona con particolare riguardo agli equidi.
Occorre
comunque ricercare un maggiore sostegno anche da parte della Regione
sia per quanto attiene agli specifici problemi specifici di sua
competenza che per quanto riguarda quelli sanitari.
Anche
in questo caso si deve prevedere le filiera corta e garantire la
tracciabilità dei prodotti sia per quanto riguarda la
distribuzione che per quanto concerne la ristorazione.
In
merito alla
pesca
e all’acquacoltura
occorre
creare i presupposti per ripristinare l’attività di itticoltura
e di molluschicoltura prevedendo il risanamento igienico-sanitario
delle acque del lago di Paola, d’intesa con l’ARPA Lazio.
L’attività
di itticoltura e quella di molluschicoltura dovranno giovarsi
anch’esse del marchio del Parco e della possibilità di far
somministrare i propri prodotti nella rete di ristorazione locale
con specie selezionate , anche con menzione apposita nel menù .
Appare
opportuno anche verificare la possibilità di ripristinare attività
di itticoltura e di molluschicoltura negli altri laghi.
L’entrata
in vigore del Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21
dicembre 2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, che
proibisce la pesca in mare entro i mt. 300 dalla riva di fatto
impedisce la raccolta e la pesca di moltissime specie sulle quali si
base gran parte della ristorazione della costa; poter allevare
queste specie nei laghi e nelle lagune costiere può rappresentare
l’unico sistema per creare posti di lavoro e per salvaguardarne
altri mantenendo in vita una tradizione.
Analogamente
occorre rendere possibile, specialmente ai residenti, di poter
pescare nel lago e in mare utilizzando una piccola darsena ( con
costi contenuti ) destinata ad imbarcazioni di modeste dimensioni
degli sportivi che potrebbero attraversare il canale per poi
recarsi a pescare in mare aperto.
Per
il turismo
è
urgente definire una strategia comune per lo sviluppo delle attività
turistiche, unitamente agli operatori al fine di fare sistema e
creare le necessarie sinergie sviluppando tutte le tipologie
possibili :
-
il turismo
naturalistico
destinato
a persone interessate al contatto con la natura, con la
realizzazione di percorsi naturalistici lungo tutti i laghi con
capanni, nidi artificiali per gli anatidi e punti di avvistamenti
degli uccelli, arricchendo l’attrattiva di questi luoghi.
Naturalmente questo significa tutelare l’ambiente con un grande
intervento straordinario cui dovrà seguire un processo di
manutenzione ordinaria ( formando personale adeguato ). in
quest’ottica dobbiamo realizzare anche strutture ricettive
appropriate ( b&b, agriturismo, alberghi diffusi etc. )
-
il turismo
archeologico
: occorre
studiare dei tour o dei pacchetti per le varie tipologie di
turisti ( rivolti al turismo ambientale, archeologico, sportivo, etc.
) che consentano di far alloggiare i turisti interessati a
visitare Roma o Napoli ( o tutte e due ) almeno una notte a
Sabaudia, creando anche momenti di visita del Parco e della città (
ad esempio il tour delle dimore di Domiziano, dal Palazzo al Palatino
alla villa sul Lago Albano a quella sul Lago di Paola).
-
il turismo
sportivo
: il potenziamento degli impianti sportivi che consentirebbe di
allargare il numero degli equipaggi di canoa e canottaggio stranieri
che già da tempo hanno scelto nei mesi invernali di allenarsi a
Sabaudia e la realizzazione di nuove strutture allo scopo di
rendere piu’ fruibili il lago , il mare e il parco anche
per altri sport come il ciclismo (da tempo il PD ha sollecitato la
realizzazione di un sistema completo di piste ciclabili che possano
essere utilizzate sia per chi lavora - quindi i collegamenti tra le
zone agricole e i vari centri abitati -, per chi vuole raggiungere il
mare ed infine per chi vuole conoscere i luoghi, creando anche
percorsi tematici ad esempio archeologici , intorno al lago di Paola
o fino al Lago Monaci.), l’equitazione, jogging , realizzando
percorsi vita, etc. ) e golf (appare utile indicare nel Piano del
Parco, in aree esterne, al perimetro attuale dell’area protetta,
una zona di adeguata estensione ed idonea caratteristica
morfologica e ambientale ai fini della realizzazione di un campo da
golf e delle strutture di servizio minime ed indispensabili, di
basso impatto ambientale - per esempio club house, ristorante, etc.-
Si indica in via prioritaria l’area dell’attuale aviosuperficie
ai fini della eliminazione di tale criticità del territorio).
-
il turismo
per la terza eta’ sempre
più diffuso, trova nella nostra città un clima mite ed una
popolazione naturalmente ospitale e potrebbe andare a coprire
proprio le mezze stagioni
-
il turismo
dei disabili:
anch’esso diffusissimo specialmente nei paesi del nord Europa e
che richiede solamente una maggiore attenzione per la realizzazione
di infrastrutture dedicate (ad esempio uno stabilimento balneare ) ed
una diversa ricettività.
-
il turismo
scolastico
: qui
devono
solo essere maggiormente pubblicizzate le opportunità offerte nelle
mezze stagioni dalla nostra città;
-
il turismo
culturale:
attraverso la creazione di un sistema culturale che generi eventi
nel corso di tutto l’anno e momenti di visita della città per
tutti i partecipanti a convegni e congressi negli alberghi del
lungomare a al centro congressi del Parco.
Collegate
con il turismo sono tutte quelle attività economiche che vanno
dalla ricettività ( che deve essere migliorata come numeri e come
qualità ) alla ristorazione ( anche qui ci sono ampi spazi di
miglioramento ) agli stabilimenti balneari. A ciò si può aggiungere
anche la realizzazione di oggettististica e gadget (magliette,
piccoli animali, foto, mappe, etc. ) con il marchio del Parco da
prodursi possibilmente in loco. Analogamente deve essere favorita
la produzione artigianale (preferibilmente nell’area industriale
) di oggetti ricordo in cui forte sia il legame con i luoghi, il
paesaggio e la bonifica da vendersi anche negli esercizi commerciali
della città.
Non
dobbiamo dimenticare la nautica
per
la quale appare indispensabile affrontare una riconversione che
preveda l’utilizzazione di energie rinnovabili e che possa
sviluppare brevetti originali.
Infine
l’urbanistica
che
nella nostra città rappresenta un problema con una serie di norme
ritenute da alcuni eccessivamente vincolistiche e con un numero di
5.600 abusi edilizi segnalati.
Occorre
por fine alla politica delle seconde case ed alla disseminazione di
lottizzazioni rubando terreno all’agricoltura con edifici che
rimangono vuoti, prevedendo solamente la realizzazione dell’edilizia
residenziale pubblica, in aree idonee.
Secondo
alcuni sono stati già raggiunti i limiti di cubatura posti del
vigente Piano regolatore, per cui dovrebbe essere fatta una verifica
attenta.
Per
quanto ci riguarda, visto che il Piano del Parco è uno strumento di
pianificazione che si forma anche attraverso la consultazione e le
proposte della cittadinanza, auspichiamo che lo stesso sia
riconosciuto come sovraordinato al PTPR e che quindi quanto definito
nel Piano sia recepito in maniera automatica.
L’area
della città di fondazione è disciplinata dall’originario Piano di
fondazione; è assolutamente necessario interpretare rigidamente le
normative tecniche per evitare edificazione eccessiva ed
espedienti che hanno negli ultimi anni ampliato i pesi insediativi
con il rischio di alterare nel centro storico la qualità della
vita, una delle caratteristiche più apprezzate di Sabaudia.
Per
quanto riguarda l’area periferica del centro di Sabaudia, appare
necessario raccordare il paesaggio umano del tessuto edilizio e dei
campi con il paesaggio naturale della foresta e dei prati antistanti
attraverso la realizzazione di un perimetro boscato connesso con la
foresta del PNdC ed al sistema del verde urbano, anche per evitare
che quell’area di rispetto sia danneggiata.
Per
realizzaree tutti questi progetti occorrono somme che non sono
certamente disponibili nel bilancio comunale, proprio per questo
occorre far riferimento ai fondi europei.
Sulla
base del già citato Piano pluriennale di sviluppo economico e
sociale siamo ancora in tempo a presentare domande di finanziamento
per i progetti LIFE+ della U.E. pubblicati il 4 maggio 2010 per le
seguenti finalità :
— cambiamento
climatico: stabilizzare
la concentrazione di gas ad effetto serra ad un livello che eviti il
surriscaldamento globale oltre i 2 gradi centigradi,
— acque:
contribuire
al miglioramento della qualità delle acque attraverso lo sviluppo di
misure efficaci sotto il profilo dei costi al fine di raggiungere un
«buono stato ecologico» delle acque nell'ottica di sviluppare piani
di gestione dei bacini idrografici a norma della direttiva 2000/60/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva quadro sulle acque)
— aria:
monitorare
i livelli
di qualità dell'aria affinché non causino significativi effetti
negativi, né rischi per la salute umana e l'ambiente,
—
suolo:
proteggere
il suolo e assicurarne un utilizzo sostenibile, preservandone le
funzioni, prevenendo possibili minacce, attenuandone gli effetti e
ripristinando il suolo degradato, affrontando anche le problematiche
ambientali e idrodinamiche dell'area costiera
— ambiente
urbano: contribuire
a migliorare il livello delle prestazioni ambientali delle aree
urbane,
— rumore:
contribuire
all'attuazione di politiche sull'inquinamento acustico,
— sostanze
chimiche: migliorare,
entro il 2020, la protezione dell'ambiente e della salute dai rischi
costituiti dalle sostanze chimiche attraverso l'attuazione della
normativa in materia di sostanze chimiche, in particolare il
regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio
e la strategia tematica su un utilizzo sostenibile dei pesticidi,
— ambiente
e salute: sviluppare
l'informazione di base per le politiche in tema di ambiente e salute
(Piano d'azione europeo per l'ambiente e la salute ),
— risorse
naturali e rifiuti: sviluppare
e attuare le politiche finalizzate a garantire una gestione e un
utilizzo sostenibili delle risorse naturali e dei rifiuti e
migliorare il livello di impatto ambientale dei prodotti, modelli di
produzione e di consumo sostenibili, prevenzione, recupero e
riciclaggio dei rifiuti; contribuire all'effettiva attuazione della
strategia tematica sulla prevenzione e sul riciclaggio dei rifiuti,
— foreste:
Salvaguardia
del sistema vegetazionale del Parco,
nonché contribuire alla protezione di boschi e foreste contro gli
incendi,
— innovazione:
contribuire
a sviluppare e dimostrare approcci, tecnologie, metodi e strumenti
innovativi diretti a facilitare l'attuazione del piano di azione per
le tecnologie ambientali (ETAP),
— approcci
strategici: promuovere
l'attuazione effettiva e il rispetto della normativa dell'Unione in
materia di ambiente e migliorare la base di conoscenze necessaria per
le politiche ambientali; migliorare le prestazioni ambientali delle
piccole e medie imprese (PMI).
Nell’ambito
di questi temi era previsto di presentare progetti per il
controllo e la salvaguardia del sistema vegetazionale e faunistico
del parco, per lo sviluppo di piani di verifica delle zone umide,
per la salvaguardia della vegetazione dunale, per il miglioramento e
regolamentazione della viabilità all’interno e all’esterno del
Parco, per l’impianto di colture agricole a perdere, per
l’interramento degli elettrodotti principali, per il controllo e
la salvaguardia del sistema idrico del Parco, per l’adeguamento
delle strutture della Fonte di Lucullo, per la valorizzazione
commerciale delle risorse idriche sotterranee del parco, per
sviluppare un
processo
graduale coordinato di riconversione dell'agricoltura verso forme di
conduzione estensiva e attenta alla salvaguardia dell'ambiente, per
la razionalizzazione degli allevamenti e per il miglioramento delle
infrastrutture per l'allevamento del bestiame, per la sistemazione
dei siti archeologici, etc.
Se
presentati ed accolti, questi progetti consentirebbero di acquisire
finanziamenti europei per un totale di circa € 193 milioni,
spalmati in più annualità e potrebbero rappresentare una fonte di
lavoro per molte persone ed un volano per un nuovo tipo di sviluppo
della nostra economia.
Per
quanto riguarda invece progetti che dovrebbero essere portati avanti
dal Comune, sempre anche con riferimento alle proposte presentate
dal Gruppo di Sabaudia Agenda 21, con richieste di contributi alla
Regione o sempre alla U.E. con EuroMed, pensiamo ad una città che
sia più attenta alla qualità della vita, con una estensione delle
piste ciclabili, percorsi pedonali sicuri per i piccoli e per gli
anziani, il potenziamento delle fonti rinnovabili ( con copertura di
tutti gli edifici pubblici con pannelli fotovoltaici ) , la messa a
regime dei ciclo dei rifiuti, la definizione di un Piano del verde
con riforestazione delle periferie e sostituzione di tutte le piante
morte nel centro storico; la sistemazione della rete fognaria, ma il
discorso potrebbe proseguire a lungo….
|