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Editoriali Riceviamo e pubblichiamo Uno sviluppo ecosostenibile per Sabaudia
Uno sviluppo ecosostenibile per Sabaudia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Settembre 2011 17:10
Uno sviluppo ecosostenibile per Sabaudia
di Franco Brugnola


Il punto di partenza per parlare di sviluppo ecosostenibile a Sabaudia non può che essere il documento prodotto alcuni anni fa dal gruppo di lavoro di Sabaudia Agenda 21 e denominato “Relazione sullo stato dell’Ambiente”, un lavoro di notevole interesse, molto dettagliato.

Purtroppo, nonostante i vivi e ripetuti solleciti formulati con interventi ed interrogazioni dal Gruppo del PD, la maggioranza è rimasta fino ad ora sorda a questo tema.

Si tratta di un errore culturale che comporta anche danni dal punto di vista finanziario, perché, utilizzando gli indirizzi e i progetti sviluppati in quella sede, sarebbe stato possibile presentare richieste di finanziamento alla Regione e all’Unione Europea per sostenere comunque l’economia locale.

A sua volta la proposta di Piano del Parco approvata di recente dal Consiglio Direttivo del Parco del Circeo è un documento di elevato valore scientifico e culturale, ricco di proposte innovative anche dal punto di vista delle prospettive di sviluppo ecosostenibile, che rappresenta una sfida costruttiva all’assenza di idee, della maggioranza che regge pro tempore il nostro Comune. Invece di approfittare di questa opportunità, la maggioranza si è chiusa e non ha neanche portato la cosa in discussione in Consiglio comunale.

Peccato, perché l’approvazione del Piano del Parco è il presupposto per l’emanazione del Regolamento del Parco, previsto dall’art. 11 della L. 394/91 e che deve disciplinare l’esercizio delle attività prevedendo anche le deroghe ai divieti posti dal 3° comma dello stesso articolo. Una opportunità per risolvere tutta una serie di problematiche non di poco conto che oggi limitano spesso notevolmente i diritti dei cittadini.

Altro documento utilissimo è rappresentato dal Piano pluriennale di sviluppo economico e sociale, approvato alcuni anni fa dalla Comunità del Parco ed anch’ esso giacente in qualche cassetto del Comune, che consentirebbe, se approvato, di presentare ( possibilmente in maniera congiunta da Parco e Comune ) richieste di finanziamento all’Unione Europea per una serie di progetti.

Per quanto riguarda più in particolare l’agricoltura è necessario tutelare e sviluppare il nostro patrimonio rurale ed utilizzare l’opportunità offerta dal Piano Strategico Nazionale di Sviluppo Rurale 2007-2013 per la riconversione della nostra agricoltura riducendo progressivamente l’impiego di sostanze chimiche e orientando gli addetti verso le colture biologiche con l’assistenza di personale qualificato e prevedendo adeguati sostegni economici. In tal modo l’agricoltura potrà divenire custode della biodiversità all’interno del Parco.

E’ necessario realizzare un progetto condiviso tra Parco e Amministrazione comunale per dare agli agricoltori un marchio del Parco e per realizzare in tempi rapidissimi un progetto di filiera corta che agevoli la vendita dei loro prodotti sia con il farmer’s market che nella grande distribuzione.

Per quanto riguarda le serre dovranno essere approfondite le problematiche a seconda delle varie zone, ricercando, d’intesa con gli interessati, soluzioni appropriate.

Deve essere agevolata ( anche dal punto di vista urbanistico ) la trasformazione di strutture agricole dismesse per la realizzazione di attività di agriturismo o ricettività di altro tipo.

Deve essere anche studiata e finanziata la realizzazione di impianti per fonti energetiche alternative e lo sviluppo delle agro-energie o prevedendo, sempre d’intesa con il Parco , le modalità per la loro realizzazione.

E’ importante realizzare anche itinerari enogastronomici e realizzare delle economie esterne per gli agricoltori che hanno già scelto la via dell’agriturismo.

Ove possibile, sempre d’intesa con il Parco, possono essere individuate aree per pic-nic agevolando (anche da punto di vista urbanistico ed amministrativo ) gli agricoltori che vogliano anche somministrare alimenti e bevande.

Per quanto riguarda l’ allevamento devono essere individuate delle aree, contigue al Parco ove poter realizzare stalle consortili per l’allevamento delle bufale e per la trasformazione dei prodotti ( anch’essi con un marchio del Parco ) nel rispetto delle norme europee.

Occorre anche prevedere un adeguato sviluppo delle altre specie allevate nella zona con particolare riguardo agli equidi.

Occorre comunque ricercare un maggiore sostegno anche da parte della Regione sia per quanto attiene agli specifici problemi specifici di sua competenza che per quanto riguarda quelli sanitari.

Anche in questo caso si deve prevedere le filiera corta e garantire la tracciabilità dei prodotti sia per quanto riguarda la distribuzione che per quanto concerne la ristorazione.

In merito alla pesca e all’acquacoltura occorre creare i presupposti per ripristinare l’attività di itticoltura e di molluschicoltura prevedendo il risanamento igienico-sanitario delle acque del lago di Paola, d’intesa con l’ARPA Lazio.

L’attività di itticoltura e quella di molluschicoltura dovranno giovarsi anch’esse del marchio del Parco e della possibilità di far somministrare i propri prodotti nella rete di ristorazione locale con specie selezionate , anche con menzione apposita nel menù .

Appare opportuno anche verificare la possibilità di ripristinare attività di itticoltura e di molluschicoltura negli altri laghi.

L’entrata in vigore del Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio del 21 dicembre 2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo, che proibisce la pesca in mare entro i mt. 300 dalla riva di fatto impedisce la raccolta e la pesca di moltissime specie sulle quali si base gran parte della ristorazione della costa; poter allevare queste specie nei laghi e nelle lagune costiere può rappresentare l’unico sistema per creare posti di lavoro e per salvaguardarne altri mantenendo in vita una tradizione.

Analogamente occorre rendere possibile, specialmente ai residenti, di poter pescare nel lago e in mare utilizzando una piccola darsena ( con costi contenuti ) destinata ad imbarcazioni di modeste dimensioni degli sportivi che potrebbero attraversare il canale per poi recarsi a pescare in mare aperto.

Per il turismo è urgente definire una strategia comune per lo sviluppo delle attività turistiche, unitamente agli operatori al fine di fare sistema e creare le necessarie sinergie sviluppando tutte le tipologie possibili :

- il turismo naturalistico destinato a persone interessate al contatto con la natura, con la realizzazione di percorsi naturalistici lungo tutti i laghi con capanni, nidi artificiali per gli anatidi e punti di avvistamenti degli uccelli, arricchendo l’attrattiva di questi luoghi. Naturalmente questo significa tutelare l’ambiente con un grande intervento straordinario cui dovrà seguire un processo di manutenzione ordinaria ( formando personale adeguato ). in quest’ottica dobbiamo realizzare anche strutture ricettive appropriate ( b&b, agriturismo, alberghi diffusi etc. )

- il turismo archeologico : occorre studiare dei tour o dei pacchetti per le varie tipologie di turisti ( rivolti al turismo ambientale, archeologico, sportivo, etc. ) che consentano di far alloggiare i turisti interessati a visitare Roma o Napoli ( o tutte e due ) almeno una notte a Sabaudia, creando anche momenti di visita del Parco e della città ( ad esempio il tour delle dimore di Domiziano, dal Palazzo al Palatino alla villa sul Lago Albano a quella sul Lago di Paola).

- il turismo sportivo : il potenziamento degli impianti sportivi che consentirebbe di allargare il numero degli equipaggi di canoa e canottaggio stranieri che già da tempo hanno scelto nei mesi invernali di allenarsi a Sabaudia e la realizzazione di nuove strutture allo scopo di rendere piu’ fruibili il lago , il mare e il parco anche per altri sport come il ciclismo (da tempo il PD ha sollecitato la realizzazione di un sistema completo di piste ciclabili che possano essere utilizzate sia per chi lavora - quindi i collegamenti tra le zone agricole e i vari centri abitati -, per chi vuole raggiungere il mare ed infine per chi vuole conoscere i luoghi, creando anche percorsi tematici ad esempio archeologici , intorno al lago di Paola o fino al Lago Monaci.), l’equitazione, jogging , realizzando percorsi vita, etc. ) e golf (appare utile indicare nel Piano del Parco, in aree esterne, al perimetro attuale dell’area protetta, una zona di adeguata estensione ed idonea caratteristica morfologica e ambientale ai fini della realizzazione di un campo da golf e delle strutture di servizio minime ed indispensabili, di basso impatto ambientale - per esempio club house, ristorante, etc.- Si indica in via prioritaria l’area dell’attuale aviosuperficie ai fini della eliminazione di tale criticità del territorio).

- il turismo per la terza eta’ sempre più diffuso, trova nella nostra città un clima mite ed una popolazione naturalmente ospitale e potrebbe andare a coprire proprio le mezze stagioni

- il turismo dei disabili: anch’esso diffusissimo specialmente nei paesi del nord Europa e che richiede solamente una maggiore attenzione per la realizzazione di infrastrutture dedicate (ad esempio uno stabilimento balneare ) ed una diversa ricettività.

- il turismo scolastico : qui devono solo essere maggiormente pubblicizzate le opportunità offerte nelle mezze stagioni dalla nostra città;

- il turismo culturale: attraverso la creazione di un sistema culturale che generi eventi nel corso di tutto l’anno e momenti di visita della città per tutti i partecipanti a convegni e congressi negli alberghi del lungomare a al centro congressi del Parco.

Collegate con il turismo sono tutte quelle attività economiche che vanno dalla ricettività ( che deve essere migliorata come numeri e come qualità ) alla ristorazione ( anche qui ci sono ampi spazi di miglioramento ) agli stabilimenti balneari. A ciò si può aggiungere anche la realizzazione di oggettististica e gadget (magliette, piccoli animali, foto, mappe, etc. ) con il marchio del Parco da prodursi possibilmente in loco. Analogamente deve essere favorita la produzione artigianale (preferibilmente nell’area industriale ) di oggetti ricordo in cui forte sia il legame con i luoghi, il paesaggio e la bonifica da vendersi anche negli esercizi commerciali della città.

Non dobbiamo dimenticare la nautica per la quale appare indispensabile affrontare una riconversione che preveda l’utilizzazione di energie rinnovabili e che possa sviluppare brevetti originali.

Infine l’urbanistica che nella nostra città rappresenta un problema con una serie di norme ritenute da alcuni eccessivamente vincolistiche e con un numero di 5.600 abusi edilizi segnalati.

Occorre por fine alla politica delle seconde case ed alla disseminazione di lottizzazioni rubando terreno all’agricoltura con edifici che rimangono vuoti, prevedendo solamente la realizzazione dell’edilizia residenziale pubblica, in aree idonee.

Secondo alcuni sono stati già raggiunti i limiti di cubatura posti del vigente Piano regolatore, per cui dovrebbe essere fatta una verifica attenta.

Per quanto ci riguarda, visto che il Piano del Parco è uno strumento di pianificazione che si forma anche attraverso la consultazione e le proposte della cittadinanza, auspichiamo che lo stesso sia riconosciuto come sovraordinato al PTPR e che quindi quanto definito nel Piano sia recepito in maniera automatica.

L’area della città di fondazione è disciplinata dall’originario Piano di fondazione; è assolutamente necessario interpretare rigidamente le normative tecniche per evitare edificazione eccessiva ed espedienti che hanno negli ultimi anni ampliato i pesi insediativi con il rischio di alterare nel centro storico la qualità della vita, una delle caratteristiche più apprezzate di Sabaudia.

Per quanto riguarda l’area periferica del centro di Sabaudia, appare necessario raccordare il paesaggio umano del tessuto edilizio e dei campi con il paesaggio naturale della foresta e dei prati antistanti attraverso la realizzazione di un perimetro boscato connesso con la foresta del PNdC ed al sistema del verde urbano, anche per evitare che quell’area di rispetto sia danneggiata.

Per realizzaree tutti questi progetti occorrono somme che non sono certamente disponibili nel bilancio comunale, proprio per questo occorre far riferimento ai fondi europei.

Sulla base del già citato Piano pluriennale di sviluppo economico e sociale siamo ancora in tempo a presentare domande di finanziamento per i progetti LIFE+ della U.E. pubblicati il 4 maggio 2010 per le seguenti finalità :

cambiamento climatico: stabilizzare la concentrazione di gas ad effetto serra ad un livello che eviti il surriscaldamento globale oltre i 2 gradi centigradi,

acque: contribuire al miglioramento della qualità delle acque attraverso lo sviluppo di misure efficaci sotto il profilo dei costi al fine di raggiungere un «buono stato ecologico» delle acque nell'ottica di sviluppare piani di gestione dei bacini idrografici a norma della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (direttiva quadro sulle acque)

aria: monitorare i livelli di qualità dell'aria affinché non causino significativi effetti negativi, né rischi per la salute umana e l'ambiente,

suolo: proteggere il suolo e assicurarne un utilizzo sostenibile, preservandone le funzioni, prevenendo possibili minacce, attenuandone gli effetti e ripristinando il suolo degradato, affrontando anche le problematiche ambientali e idrodinamiche dell'area costiera

ambiente urbano: contribuire a migliorare il livello delle prestazioni ambientali delle aree urbane,

rumore: contribuire all'attuazione di politiche sull'inquinamento acustico,

sostanze chimiche: migliorare, entro il 2020, la protezione dell'ambiente e della salute dai rischi costituiti dalle sostanze chimiche attraverso l'attuazione della normativa in materia di sostanze chimiche, in particolare il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio e la strategia tematica su un utilizzo sostenibile dei pesticidi,

ambiente e salute: sviluppare l'informazione di base per le politiche in tema di ambiente e salute (Piano d'azione europeo per l'ambiente e la salute ),

risorse naturali e rifiuti: sviluppare e attuare le politiche finalizzate a garantire una gestione e un utilizzo sostenibili delle risorse naturali e dei rifiuti e migliorare il livello di impatto ambientale dei prodotti, modelli di produzione e di consumo sostenibili, prevenzione, recupero e riciclaggio dei rifiuti; contribuire all'effettiva attuazione della strategia tematica sulla prevenzione e sul riciclaggio dei rifiuti,

foreste: Salvaguardia del sistema vegetazionale del Parco, nonché contribuire alla protezione di boschi e foreste contro gli incendi,

innovazione: contribuire a sviluppare e dimostrare approcci, tecnologie, metodi e strumenti innovativi diretti a facilitare l'attuazione del piano di azione per le tecnologie ambientali (ETAP),

approcci strategici: promuovere l'attuazione effettiva e il rispetto della normativa dell'Unione in materia di ambiente e migliorare la base di conoscenze necessaria per le politiche ambientali; migliorare le prestazioni ambientali delle piccole e medie imprese (PMI).

Nell’ambito di questi temi era previsto di presentare progetti per il controllo e la salvaguardia del sistema vegetazionale e faunistico del parco, per lo sviluppo di piani di verifica delle zone umide, per la salvaguardia della vegetazione dunale, per il miglioramento e regolamentazione della viabilità all’interno e all’esterno del Parco, per l’impianto di colture agricole a perdere, per l’interramento degli elettrodotti principali, per il controllo e la salvaguardia del sistema idrico del Parco, per l’adeguamento delle strutture della Fonte di Lucullo, per la valorizzazione commerciale delle risorse idriche sotterranee del parco, per sviluppare un processo graduale coordinato di riconversione dell'agricoltura verso forme di conduzione estensiva e attenta alla salvaguardia dell'ambiente, per la razionalizzazione degli allevamenti e per il miglioramento delle infrastrutture per l'allevamento del bestiame, per la sistemazione dei siti archeologici, etc.

Se presentati ed accolti, questi progetti consentirebbero di acquisire finanziamenti europei per un totale di circa € 193 milioni, spalmati in più annualità e potrebbero rappresentare una fonte di lavoro per molte persone ed un volano per un nuovo tipo di sviluppo della nostra economia.

Per quanto riguarda invece progetti che dovrebbero essere portati avanti dal Comune, sempre anche con riferimento alle proposte presentate dal Gruppo di Sabaudia Agenda 21, con richieste di contributi alla Regione o sempre alla U.E. con EuroMed, pensiamo ad una città che sia più attenta alla qualità della vita, con una estensione delle piste ciclabili, percorsi pedonali sicuri per i piccoli e per gli anziani, il potenziamento delle fonti rinnovabili ( con copertura di tutti gli edifici pubblici con pannelli fotovoltaici ) , la messa a regime dei ciclo dei rifiuti, la definizione di un Piano del verde con riforestazione delle periferie e sostituzione di tutte le piante morte nel centro storico; la sistemazione della rete fognaria, ma il discorso potrebbe proseguire a lungo….

 

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