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Editoriali Riceviamo e pubblichiamo Ricordi di un Parco Nazionale
Ricordi di un Parco Nazionale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 03 Novembre 2011 14:17
Considerazioni personali
Ricordo quando le acque del lago erano cristalline sia d’invemo sia d’estate.
Ricordo le sorgenti d’acqua dolce e fresca che sgorgavano dal fondo melmoso,
Ricordo i branchi d'enormi cefali che senza paura pascolavano nelle calde giornate d’estate sotto le tamerìci.
Ricordo le sogliole che sfuggivano sotto i nostri piedi quando si faceva il bagno.
Ricordo i colpi ritmici che i pescatori davano sulle barche per riunire nella “cinta” il pesce.
Ricordo le fughe notturne dei pescatori di frodo inseguiti dai guardapesca.
Ricordo il canale (detto il “ruffiano”) unica via per far uscire le barche a mare ricoperto da un tunnel di vegetazione che veniva aperto da un custode che bisognava chiamare suonando una campanella.
Ricordo i convegni sull'acquacoltura presenziati da uomini politici che avevano sensibilità e soprattutto cultura,
Ricordo i lavorieri che “ribollivano” di pesce,
Ricordo i canali di bonifica, puliti dalla vegetazione, che raccoglievano l’acqua piovana dal monte
Circeo, requentati da una moltitudine di tartarughe acquatiche, girini, avannotti e tante varietà
d’uccelli acquatici.
La natura, di solito, ha dei ritmi di evoluzione molto lenti.
Un paesaggio naturale, ciò che noi oggi possiamo osservare, è il risultato dell’azione di forze che hanno agìto (ed ancora sono in atto) per milioni di anni .
L’uomo ha la possibilità, in pochi anni, di stravolgere ciò che sembra aver raggiunto un equilibrio stabile. Costruire una diga, deviando il corso di un fiume o la bonifica integrale di un territorio paludoso o la costruzione di un porto turistico sotto un costone roccioso di rara bellezza sonoesempi di come l’uomo riesce a trasformare a suo bisogno un ambiente naturale.
Da oltre cinquanta anni vivo sulle sponde meridionali del Lago di Paola, sul braccio della Bagnara.
Un luogo di estrema bellezza che, senza voler essere retorici, incanta .
Questa insenatura appare come un gran fiume ed in effetti in tempi remoti lo era. Camminando lungo le sue sponde, nei periodi di bassa marea, si ritrovano le antiche presenze dei cacciatori neandertaliani, epigravetiani e neolitici, nonché le testimonianze della frequentazioni di epoca romana e medioevale.
E’ un sovrapporsi e mescolarsi di presenze che si susseguono da 50.000 anni fino ai nostri giorni.
Affacciarsi e guardare le sue acque è l'inizio di tutte le mie giornate. Scrutare la sua superficie a volte increspata a volte immobile e a volte burrascosa dà la sensazione di un continuo divenire.
Negli ultimi 30 anni, a diiîerenza dei laghi di Caprolace, Monaci e Fogliano entrati a far parte delParco Nazionale del Circeo, per i quali si è attuata una azione di protezione e conservazione favorendo anche il ripopolamento della fauna ittica e dell’avifauna, per il Lago di Paola è avvenuta al contrario una veloce metamorfosi non solo ambientale ma anche di “pensiero” che ha certamente portato degli immediati profitti economici (di pochi), ma sicuramente non ha rispettato quello che è chiamato “Sviluppo Sostenibile” vale a dire la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità per le generazioni future di soddisfare i propri (Commissione Btuntland, 1987).
Questo lago, che è stato nel passato forse il più produttivo per l'allevamento del pesce, si è in parte trasformato in un piccolo(???) porto.
Molti lavorieri sono stati eliminati per permettere il passaggio di grosse imbarcazioni; le chiuse del ponte della Memoria sul porto canale di Torre Paola, utilizzate in passato per regolare il flusso delle maree, vitali per il ciclo biologico del lago, sono state prima lasciate in un pericoloso degrado e poi nel 2003, una mattina di primavera (durante la “settimana dei beni culturali”) il ponte ormai ridotto ad un rudere pericolante è stato misteriosamente abbattuto, il ponte Rosso ha uno degli archi che si “allarga”, anche questo misteriosamente ogni giorno di più a seconda della grandezza delle imbarcazioni che devono attraversarlo, la pesca è diventata solo uno sruttamento, le acque sono popolate da centinaia di migliaia di meduse, tutte uguali simili a fantasmi che impediscono anche l’uso delle reti da pesca. Le ascidie colonizzano queste acque ipertrofiche e salatissime ricoprendo tutto ciò che si trova sui bassi fondali, le acque dalla fine d'aprile ai primi d'ottobre sono di color rosso mattone per le fioriture algali.
I colpi ritmici dei pescatori sono sostituiti dai rombi di potenti motoscafi che fanno lo “struscio” sul lago come se fosse una via centrale, il canale romano è continuamente attraversato a forte velocità da motoscafi e moto d’acqua che provocano onde “mortali” per gli argini, che vengono velocemente indeboliti alla base dall'azione di queste onde artificiali. La testimonianza di ciò sono i crolli ben visibili sulla duna quaternaria
Questi cambiamenti così repentini (in natura sono chiamati catastrofi) sono il risultato dell’azione, del pensiero e della volontà dell’Homo sapiens per raggiungere profitti immediati.
Scegliere di trasformare il Lago di Paola in un porto intemo e in zona cantieristica o risanare l’ambiente per lo sviluppo dell’acquacoltura e del turismo naturalistico?
Nel primo caso le spese sono minime, il profitto è rapido e alto (ma solo per pochi) e l'ambiente laguna sarebbe stravolto con la perdita di un enorme patrimonio naturale e alimentare.
Nel secondo caso il percorso sarebbe più lungo, più dispendioso, dovrà essere continuamente monitorato, la popolazione dovrà essere educata alla “cultura” oltre che alla coltura della laguna, ma l'economia sia quell‘ aziendale sia quella turistico-ambientale ne avrebbe un inestimabile beneficio.
Il turismo, questo enorme afflusso di soldi che ha fatto arricchire e prosperare quella parte della popolazione di S.Felice Circeo e Sabaudia che non era dedita all'agricoltura, è stato possibile soprattutto per il fascino dell'ambiente naturale, per i fianchi morbidi e verdi di questo monte che si sposano con l'azzurro del mare, per i laghi costieri separati dal mare da questa sottile lingua di sabbia dorata, per la foresta planiziaria, per il clima mite tutto l'anno, per la vista di Torre Paola al tramonto.
Non si può stravolgere un territorio di cosi grande valenza storico-culturale e naturalistica per un cantiere nautico! !
Certo dagli anni ’50 il pensiero culturale è cambiato velocemente , sono arrivati i russi, la camorra,vince sempre di più l'arroganza , l'ignoranza e il profitto. Una volta si suonava la chitarra sullaspiaggia di notte accompagnati da una armonica a bocca ora si fanno i rave sotto la montagna delCirceo sparando musica improponibile ad altissimo volume squarciando il silenzio del bosco in pieno Parco Nazionale.

Paola Ansuini
 


 

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