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Storie di scorie PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 21 Maggio 2011 08:23
Spettacolo STORIE DI SCORIE di Ulderico Pesce , venerdì 27 maggio ore 21.00 presso il cineteatro a Priverno.

“La maggior parte degli italiani credono che il referendum del 1987 abbia bloccato il nucleare in Italia e con esso qualsivoglia tipo di pericolo. E invece non è così. E lo dimostro nello spettacolo Storie di scorie il pericolo nucleare italiano scritto con l’aiuto di giudici, fisici nucleari e indagini condotte in prima persona che hanno portato a dei video che mostro durante lo spettacolo e che attestano che il pericolo nucleare in Italia è vivo visto che abbiamo Centrali atomiche dismesse e depositi nucleari pieni di scorie radioattive per giunta custodite in maniera approssimativa e, in molti casi, senza il necessario rispetto dei vincoli di sicurezza.
Nello spettacolo parlo di vari incidenti nucleari avvenuti in questi ultimi anni di cui non ha mai parlato la stampa nazionale e dimostro che in Italia oltre i reattori nucleari dismessi ce ne sono altri attivi. Tra quelli dismessi il reattore di Caorso, in provincia di Piacenza, che comunque ha lasciato in stoccaggio 1.880 mc di rifiuti radioattivi e 1.032 elementi di barre radioattive pari a 187 tonnellate;  il reattore di Trino Vercellese in provincia di Vercelli che ha lasciato nel deposito nucleare di Saluggia, a pochi metri dalla Dora Baltea, 53 barre radioattive, 1.600 mc di scorie radioattive e circa 20 tonnellate di rifiuti liquidi radioattivi; il reattore di Latina che contiene 900 mc di scorie radioattive e quello del Garigliano, in provincia di Caserta, che contiene 2.200 mc di scorie radioattive.
Molti sono i reattori nucleari attivi sul suolo nazionale, per motivi di studio -“dicono”-, e che hanno prodotto barre radioattive, questi reattori sono in città come Milano, dove al Politecnico è in funzione il Cesnef e dove sono stoccate 2 barre radioattive; a Roma dove nell’impianto della Casaccia è ancora in funzione il reattore nucleare Triga che ha generato 147 elementi di combustibile irraggiato; a Varese dove nel Centro ISPRA è ancora attivo il reattore Esso R oltre a due laboratori in cui si lavora materiale radioattivo e due depositi dove sono stoccati 8 elementi di combustibile irraggiato e 3.000 mc di rifiuti radioattivi; a Voghera dove, l’Università di Pavia, tiene in funzione il reattore nucleare Lena e dove sono stoccate 4 barre di uranio.
Sempre in Lombardia c’è il deposito di materiale a bassa radioattività di Campoverde (Milano), e ancora il deposito “Controlsonic” (circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi), il deposito “Crad”, attualmente in esercizio e circa 1.000 mc di rifiuti radioattivi. Il deposito “Gammatom” in provincia di Como altrettanti 1.000 mc di rifiuti radioattivi e “Protex”: impianto-deposito che contiene 1.000 mc di rifiuti a bassa radioattività. Nel deposito nucleare “Sorin” altri 1.000 mc e la stessa quantità è stoccata al centro “Cemerad” ancora in funzione. Ancora a Legnaro, in provincia di Padova abbiamo un impianto destinato alla ricerca universitaria dove sono stoccati 3.000 mc di materiale radioattivo ed alcune decine di elementi di combustibile irraggiato.
Ma non finisce qui l’elenco dei reattori nucleari ancora in funzione in Italia, a Pisa abbiamo il Cisam che produce ricerca militare, a Montecuccolino di Bologna e a Voghera in provincia di Pavia altri due reattori e ancora il deposito nucleare di Bosco Marengo (AL) con 250 mc di rifiuti radioattivi e quello di Rotondella in Basilicata dove sono stoccate 64 barre di uranio radioattivo e “custodite” circa 3 tonnellate di liquidi radioattivi in due cisterne di acciaio il cui livello di sicurezza è finito tanto che una delle due già il 14 aprile del 1994 si bucò facendo uscire il liquido radioattivo. Infine, a proposito di pericolo, non si possono non citare le armi atomiche presenti sul suolo nazionale, 40 bombe radioattive conservate a Ghedi vicino a Brescia e 50 ad Aviano nei pressi di Pordenone. Va  denunciata in chiusura l’aberrante situazione del Poligono Sperimentale del Salto di Quirra, in Sardegna, che si estende su 135 km2, dove per circa 50 anni sono state sperimentate varie armi che hanno prodotto malattie e morte. Alla luce di quanto accade a Fukushima le informazioni che divulgo nello spettacolo dal 2003, gettano una luce inquietante sul pericolo che i cittadini italiani vivono nell’indifferenza e nell’assoluta mancanza di informazioni. Su www.uldericopesce.it ho aperto una petizione popolare per bloccare tutti i reattori ancora in funzione in Italia, bonificare le aree e mettere in sicurezza tutto il materiale radioattivo presente sul suolo nazionale.”

 

Per il clima contro il nucleare

Non è vero che il nucleare è sicuro, non è vero che ridurrà la bolletta energetica del Paese, non è vero che ridurrà le importazioni e non ci aiuterà a rispettare gli accordi internazionali sui cambiamenti climatici come vorrebbe farci credere il Governo. Nelle nostre pagine trovate una vasta documentazione scientifica dei motivi per cui il nucleare non serve all'Italia. Firmate l'appello per chiedere meno bugie e un sistema energetico, moderno, pulito, sicuro. Partecipate alle iniziative di informazione. 

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A che punto siamo in Italia con la produzione di energia da fonti rinnovabili? Esistono esperienze positive già consolidate: è il dato da cui parte il rapporto annuale di Legambiente che fa il punto sull'impiego di fonti di energia che non lasciano scorie, pulite e alternativa ai combustibili fossili e al nucleare. Rapporto

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La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 saremo a Napoli. Spot
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