Login
     
Editoriali Editoriali del direttivo Contro la crisi: per combattere la recessione, creando lavoro e rispettando l'ambiente
Contro la crisi: per combattere la recessione, creando lavoro e rispettando l'ambiente PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Teodonio   
Venerdì 26 Novembre 2010 16:55

Contro la crisi: per combattere la recessione, creare posti di lavoro e vincere la sfida climatica.

SINTESI DELLE PROPOSTE:

Il documento integrale può essere scaricato dal sito del circolo cliccando qui


ENERGIA

L’Italia ha bisogno di una radicale accelerazione di tutti quegli interventi che possono produrre una forte riduzione dei consumi energetici, della spesa in bolletta per le famiglie e le imprese, di una prospettiva che va nella direzione del Pacchetto energia e clima al 2020 approvato dall’Unione Europea. Dove l’uscita dai combustibili fossili è visibile dentro un nuovo modello di generazione distribuita più efficiente, in cui i diversi settori industriali sono legati dentro una prospettiva di riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, della spesa energetica.


Sviluppo delle fonti rinnovabili: semplificare le regole per l’approvazione degli impianti, dare certezza agli incentivi per i prossimi anni, fissare obblighi di diffusione del solare fotovoltaico e termico in tutti gli edifici pubblici e privati, lanciare un programma per lo sviluppo dell’eolico off shore, di rewamping delle centrali idroelettriche esistenti, di sviluppo del solare termodinamico.


Risparmio: premiare la riduzione dei consumi realizzata negli edifici, sia sul versante delle famiglie sia su quello delle imprese di distribuzione e gestione, delle Utilities. Attraverso una riforma dei certificati bianchi e delle Esco che crei un mercato concorrenziale e conveniente per l’offerta ai cittadini e alle imprese di elettricità e calore.


Efficienza energetica: sostenere l’impegno, sbloccando i finanziamenti già stanziati, per il rinnovo del parco dei motori elettrici, dei sistemi di illuminazione e refrigerazione.


Innovazione: introdurre incentivi alle tecnologie più efficienti di risparmio energetico in tutti i settori industriali prevedendo che alla scadenza gli standard meno efficienti escano dal commercio.


EDILIZIA

È uno dei settori più in crisi dopo essere stato in questi anni uno dei motori dell‘economia, con tassi di crescita e di costruzioni realizzate che hanno paragoni solo nel dopoguerra. Il problema è che non si è data risposta proprio alle fasce sociali che avevano bisogno di una prima casa, e la produzione continua a essere caratterizzata da una scarsa qualità e innovazione, da un rilevante abusivismo. Occorre dare risposta al disagio di tante famiglie che non hanno accesso alla casa e a chi paga rate di mutui e affitti che assorbono una quota preponderante della spesa familiare. E in questa prospettiva spingere all’innovazione del settore verso la qualità di prodotto.


Alloggi in affitto: avviare un piano per 1milione di alloggi recuperati o nuovi in affitto nelle grandi città. Con bando per le aree, integrazione sociale e riqualificazione delle periferie. In edifici certificati di classe A, dove si utilizzano energia prodotta da rinnovabili e i più efficienti impianti energetici.


Sicurezza anziani: promuovere un programma per la messa in sicurezza degli alloggi occupati da anziani soli. Si tratta di 2 milioni di abitazioni da dotare della strumentazione domotica necessaria a garantire sicurezza e confort.


Innovazione tecnologica ed energetica in edilizia: introdurre la certificazione energetica per tutti i nuovi interventi e per il recupero con standard di Classe A.


Edilizia scolastica: realizzare un piano di rinnovo, recupero e manutenzione dell’edilizia scolastica considerando che circa il 69% degli edifici scolastici è antecedente al 1974 e il 31 % addirittura precedente all’ultimo conflitto mondiale.


Riqualificazione delle periferie: lanciare un bando di recupero di aree periferiche in condizioni di disagio che abbia come riferimento i Progetti europei Urban e i Contratti di Quartiere. Con obiettivi di riqualificazione degli spazi pubblici, dell’edilizia degradata, di muovere attività, iniziative, servizi privati.


TRASPORTI

Occorre aggredire uno dei problemi principali che ogni giorno vivono milioni di persone per andare a lavorare o muoversi, e fonte di inquinamento, congestione, invivibilità delle città. In questi anni i problemi della mobilità sono rimasti schiacciati dall‘enfasi posta nel dibattito politico sul ritardo infrastrutturale del Paese e nei confronti delle grandi opere che ha fatto perdere di vista priorità e vere emergenze. È invece fondamentale spostare attenzione e risorse laddove sono i problemi, ossia nelle aree urbane e negli spostamenti pendolari che ogni giorno interessano circa 14milioni di persone.


Priorità alle aree urbane: spostare la quota maggioritaria delle risorse prevista dalla Legge Obiettivo nel prossimo triennio nelle aree urbane, per la realizzazione di nuove linee e stazioni metropolitane, ferroviarie, di tram.


Nuovi treni per i pendolari: programmare l’entrata in esercizio di 1000 nuovi treni per il trasporto ferroviario pendolari entro i prossimi 5 anni. In modo da dare risposta ai problemi di carrozze vecchie e affollare. Lanciando al contempo un grande progetto industriale per il settore ferroviario.


Certezza delle risorse e efficienza del servizio pubblico: istituire un fondo nazionale per il trasporto ferroviario pendolare e per il trasporto urbano finanziato con i proventi di parte dell’accisa sui carburanti. Spingere l’integrazione modale nelle città e sistemi tariffari unici per tutte le modalità di trasporto. Introdurre detrazioni fiscali fino al 50% dell’abbonamento per il servizio pubblico.


SICUREZZA AMBIENTALE

Siamo di fronte a un enorme problema che in forme diverse interessa larga parte del territorio italiano. È necessario intervenire per la manutenzione di territori vastissimi a rischio idrogeologico al fine di prevenire sciagure attraverso un più attento controllo, pianificazione e repressione degli abusi. È urgente riqualificare tante aree in stato di abbandono, da periferie degradate a aree che attendono da anni interventi di bonifica. In queste aree non esiste altra ricetta possibile che un incisivo intervento pubblico capace di innescare processi di recupero da parte di cittadini e imprese. Sono aree in cui nessun cambiamento avverrà mai da solo, e quindi richiedono un forte protagonismo pubblico. In generale si tratta di situazioni dove dal recupero e messa in scurezza possono scaturire straordinarie possibilità di valorizzazione, di recupero di identità e sicurezza per i cittadini che vi abitano, di nuove iniziative imprenditoriali per innescarvi nuove imprese o opportunità turistiche.


Sicurezza idrogeologica: avviare un Piano nazionale di manutenzione dei fiumi e dei versanti che preveda tra le altre cose i piani di rimboschimento, la demolizione delle strutture abusive nelle aree a rischio, la lotta agli incendi e un Programma nazionale di aggiornamento delle perimetrazioni delle aree a rischio su cui intraprendere politiche di prevenzione, per coniugare sicurezza e tutela ambientale riducendo le spese per il dissesto idrogeologico.


Bonifica e reindustrializzazione dei siti industriali inquinati: approvare norme che siano capaci di sbloccare rapidamente il contenzioso e rendere rapidamente disponibili le risorse europee per la reindustrializzazione dei siti bonificati. Introdurre un fondo di rotazione per la bonifica dei “siti orfani”, sul modello statunitense del Superfund.


Bonifica dell’amianto: realizzare almeno in ogni regione un impianto per la inertizzazione dell’amianto e rendere disponibili incentivi per avviare la sostituzione dei pannelli di eternit, che ricoprono tanti capannoni industriali, con pannelli fotovoltaici.


Ciclo dei rifiuti: realizzare le strutture e gli impianti che consentano la chiusura del ciclo dei rifiuti sulla base del massimo riuso e riciclo, riducendo al minimo il conferimento in discarica e l’incenerimento. Incentivare le filiere dell’industria e della distribuzione che riducono l’uso delle materie prime e le quantità di rifiuti prodotte.


Ciclo delle acque: promuovere un programma di manutenzione delle reti idriche per ridurre le perdite; verificare l’efficienza dei depuratori esistenti e realizzare collettori fognari e impianti di depurazione per i comuni ancora sprovvisti; incentivare l’adozione di sistemi a basso consumo in agricoltura e industria; verificare la effettiva efficienza degli invasi al fine di ripristinare le loro originarie capacità, prevedendo anche una verifica dell’ambito normativo in cui far ricadere il trattamento dei materiali di svaso.

 

Il direttivo del circolo Larus Legambiente di Sabaudia.

 

Per il clima contro il nucleare

Non è vero che il nucleare è sicuro, non è vero che ridurrà la bolletta energetica del Paese, non è vero che ridurrà le importazioni e non ci aiuterà a rispettare gli accordi internazionali sui cambiamenti climatici come vorrebbe farci credere il Governo. Nelle nostre pagine trovate una vasta documentazione scientifica dei motivi per cui il nucleare non serve all'Italia. Firmate l'appello per chiedere meno bugie e un sistema energetico, moderno, pulito, sicuro. Partecipate alle iniziative di informazione. 

Rapporto comuni rinnovabili

A che punto siamo in Italia con la produzione di energia da fonti rinnovabili? Esistono esperienze positive già consolidate: è il dato da cui parte il rapporto annuale di Legambiente che fa il punto sull'impiego di fonti di energia che non lasciano scorie, pulite e alternativa ai combustibili fossili e al nucleare. Rapporto

21 marzo giornata per la legalità

La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie. E' questa l'occasione nella quale Libera rilancia ogni anno un impegno che non deve venire mai meno. In continuità con le altre edizioni il 21 marzo 2009 saremo a Napoli. Spot
Circolo Larus Legambiente Sabaudia