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Progetto di disinformazione sul lago di Paola. Il nostro sostegno al Presidente dell’Ente Parco |
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Scritto da Administrator
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Venerdì 05 Febbraio 2010 01:00 |
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La strategia è nota, sperimentata, poco originale ma a quanto pare sempre di moda: prima disinformare, poi, dopo la confusione che si crea, l’agire. Tra frizzi e lazzi il Longarini
di turno, portavoce di Cusani, sul giornale “Il Tempo” del 25 gennaio 2010, insulta il presidente del Parco Nazionale del Circeo per il Regolamento stralcio del lago di Paola. Dice Longarini: “…continua senza sosta l’inutile lavoro del presidente dell’ente Parco, Gaetano Benedetto,il quale ci dà sotto redigendo papelli di carta straccia per regolamenti stralcio sul lago di Paola”. Se induci a deridere qualcuno lo fai per indurre la gente a delegittimare quello che dice. Lo scherno (decisamente antipatico e assai rozzo nella forma) come arma politica lo si usa quando non si hanno strumenti utili, quando mancano gli argomenti, quando si vuole distrarre e nascondere la corretta situazione del lago di Paola. Il meccanismo è quello di deridere e vituperare chiunque, pur giustamente, si opponga. Insomma, Gaetano Benedetto è insultato perché applica le norme. Cosa dovrebbe fare un Presidente di un Parco se non far applicare le norme? Forse permettere la ricostituzione della darsena abusiva finalmente chiusa dopo anni di battaglie? Forse tollerare ulteriormente i livelli di abusivismo edilizio che caratterizzano ancora il Parco nazionale del Circeo? Forse semplicemente dimettersi per lasciare il posto a qualche politico senza poltrona sostenitore di un modello di “sviluppo” fatto di cemento, piattaforme galleggianti, darsene, porti, funicolari, e altre amenità del genere? Le norme esistenti vietano la navigazione a motore sul lago di Paola? Certo che la vietano. Ma siccome tali norme esistono, vi si crea intorno e volutamente una finta confusione. Cioè, si assicura e si diffonde al pubblico che l’art. 6 della legge regionale 24/98 non vieta la navigazione a motore nel lago di Paola, mentre l’art. 6 è riferito alla terraferma e tutti sanno che sulla terra non si naviga. La disinformazione è usata scorrettamente come strumento di convinzione. Questa errata attribuzione delle norme è pure riportata nel recente ricorso al Tribunale superiore delle acque pubbliche da parte del Comune di Sabaudia con la speranza che lo stesso non si accorga dello strafalcione. Al Tribunale superiore delle acque pubbliche, vista la gaffe che si è potuta produrre sul lago di Paola, il presidente della Provincia si è affezionato tanto da volergli affidare in futuro anche i ricorsi su Acqualatina (altro capitolo a dir poco scandaloso di questa provincia). Un programma, un progetto, una strategia di disinformazione per far finta di agire legittimamente mentre lo si fa contro legge. Inoltre, le norme dicono che il Comune di Sabaudia non ha competenza a decidere sulla navigazione nel lago di Paola, ma il Comune continua ad essere iperattivo su tale materia illudendo i cittadini e distraendo tempo utile al buon governo della cittadina. Il tutto mentre fa ostruzione sugli abbattimenti delle strutture abusive. Chi ci sia una qualche forma di conflitto interno alla maggioranza di governo della città? Domanda evidentemente retorica. Si abbia ancora una volta rispetto delle decisioni del tavolo tecnico in Prefettura, avvenute a luglio 2009, con il Prefetto Frattasi, che secondo le norme esistenti stabiliva che non è consentita la navigazione a motore nel lago di Paola. |