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Mafia e camorra a Fondi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Novembre 2011 18:19


Complimenti alla magistratura e alle forze dell'ordine per l'operazione compiuta a danno del sodalizio criminale tra Casalesi e mafia siciliana relativamente al traffico clandestino di armi nel sud pontino.

Ora si attendono parole e provvedimenti seri da parte della politica.

Bisogna denunciare la contaminazione delle mafie in provincia di Latina e iniziare ad organizzare risposte serie a partire dall'istituzione degli uffici della D.I.A. e della D.D.A. a Latina.


Il nostro sentito plauso alla Magistratura e alle forze dell'ordine per l'azione repressiva compiuta a danno del sodalizio criminale tra Casalesi e mafia siciliana, stroncando un traffico d'armi che interessava il sud pontino e in particolare lo snodo nevralgico del MOF del Comune di Fondi.
È l'ulteriore dimostrazione dell'alleanza criminale tra casalesi e mafia siciliana e della centralità del sud pontino nello scacchiere mafioso nazionale. Kalashnikov e mitragliatori venivano stipati nelle casse di frutta e fatti transitare per il MOF di Fondi, dove probabilmente i mafiosi si sentivano particolarmente sicuri, pronti a dirigersi nel sud Italia per usi evidentemente criminali. Si tratta di un traffico milionario che genera paura e morte, che segue percorsi ben prestabiliti, che solo l'intervento coordinato di forze dell'ordine e della Magistratura ha saputo stroncare.
Sono infatti state arrestate ben 9 persone, grazie all'intervento puntuale della squadra Mobile di Caserta e della Procura antimafia di Napoli. Tra i referenti del traffico miliardario ci sono due esponenti di spicco delle mafie, come tale Schiavone Francesco, del clan dei Casalesi, e Riina Gaetano, fratello del ben più noto Totò Riina, esponente di punta della mafia siciliana, entrambi già detenuti in carcere.

Altri cinque affiliati finiscono in manette dopo precise ricerche che hanno interessato ben tre province, per sei giorni. Uomini considerati molto pericolosi, reggenti del clan Mallardo di Giugliano, come Francesco Napolitano, Patrizio Picardi e Pasquale Coppola, e il siciliano Carmelo Gagliano.

È importante che ora intervenga la politica, nazionale, regionale e locale, rompendo qualunque timidezza, silenzio, ritrosia. È tempo di guardare in faccia il fenomeno, di denunciarlo in tutta la sua gravità, sino a spezzare qualunque complicità con le istituzioni a qualunque livello. È importante impegnare risorse economiche a sostegno delle forze dell'ordine e della Magistratura pontina, sostenere l'azione di investigatori ed esperti, investire nella legalità e rompere la catena omertosa del silenzio.

Rinnoviamo l'invito ad aprire quanto prima uffici della D.D.A. e della D.I.A. in provincia di Latina e ad indagare su un sistema criminale che soffoca la democrazia e lucra su affari che spesso coinvolgono l'ambiente (ecomafia, ciclo del cemento, dei rifiuti e agromafie in particolare).

Coordinamento pontino di Legambiente.

 

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