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Comunicati Comunicati Stampa Le motivazioni della richiesta di chiusura procedura V.I.A. sul raddoppio del Porto del Circeo
Le motivazioni della richiesta di chiusura procedura V.I.A. sul raddoppio del Porto del Circeo PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Ottobre 2009 08:29
Il Circolo Larus Legambiente di Sabaudia ha inviato alla Regione Lazio e  al Parco Nazionale del Circeo una dettagliata lettera in cui ricostruisce la  complessa storia del porto di San Felice Circeo, la cui realizzazione é iniziata nel  1959 e il cui completamento e ampliamento é in discussione alla Conferenza  di Servizi del 21 ottobre p.v. Come é noto, parallelamente a questa vicenda si é snodata quella del  raddoppio del porto, vicenda -quest'ultima- sfortunatamente non ancora  conclusa in quanto, nonostante la bocciatura sancita dal Consiglio di Stato  nel 2004, quel progetto è stato "resuscitato" nel 2005 con l'attivazione  della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, tuttora pendente, di  cui auspichiamo prontamente la chiusura. Se è infatti vero che nel corso dell'ultima conferenza di servizi (dicembre  2008) il progetto di raddoppio è stato bocciato dagli uffici regionali in  materia portuale, ambigua è parsa la posizione dell'ufficio VIA che ha  preferito trincerarsi dietro al mancato espletamento della gara europea pur  di non entrare nel merito dell'impatto ambientale dell'opera nel suo  complesso. La prossima conferenza dei servizi, quindi, diventa la sede decisiva in cui  stabilire quale sarà il futuro di questa infrastruttura, che insiste per  buona parte nel territorio del Parco del Circeo (come sancito a chiare  lettere dalla sentenza del Consiglio di Stato nel 2004 n. 4163) e che fino  ad oggi mai ha affrontato il giudizio del Parco Nazionale o di qualsiasi  altra Autorità preposta alla sorveglianza sui vincoli che insistono  nell'area del Parco e nelle aree di valenza internazionale (nel caso  specifico tale sorveglianza spetta - come é noto - alla Regione Lazio). E'  in quella sede, infatti, che si decideranno gli assetti definitivi del  porto e le sue future possibilità di ulteriore sviluppo, sia esso  qualitativo, come auspicato da Legambiente, che in termini di mera  superficie, come perseguito da ormai un decennio da alcuni soggetti privati  sostenuti fortemente dalla volontà di alcuni Amministratori del Comune di  San Felice Circeo. A questo proposito Legambiente ritiene opportuno ribadire che qualsiasi  ipotesi di nuove opere a mare per l'ampliamento della struttura portuale  esistente avrebbero conseguenze devastanti su flora e fauna marina,  aumenterebbero i processi erosivi sull'arenile di San Felice Circeo e di  Terracina, con gravi conseguenze ambientali ed economiche, influirebbero  sul delicato ecosistema del Parco nazionale del Circeo, già aggredito da  abusivismo e illegalità diffusa e aprirebbero la strada a progetti  infrastrutturali di sostegno all'ampliamento della struttura portuale di  rilevantissima entità, non necessari alla città e lesivi ancora una volta  dell'ambiente del Parco nazionale. Esistono poi ulteriori ragioni che consentono di ritenere ormai non più  necessario il progetto di raddoppio portuale oggetto della procedura  137/2005. Infatti: - il Comune di San Felice Circeo ha modificato il proprio PUA consentendo  a tutti gli stabilimenti balneari di realizzare "punti di ormeggio" alle  spalle delle barriere protettive realizzate dal Genio Civile OO. MM. negli  anni 70; - è stata autorizzata una nuova darsena nell'area del Lido (circa 50  imbarcazioni); - ulteriori posti barca potranno essere reperiti nella costruenda darsena  di Golfo Sereno (circa 100 natanti di dimensioni medio-piccole), ben lontani  dalle aree pregiate del Parco. Le "necessità nautiche" previste dal progetto di raddoppio (circa 200  barche su 80 mila metri quadrati) sono perciò già state affrontate,  certamente in modo molto poco ortodosso, senza ampliare la struttura  portuale esistente, ponendo "potenzialmente" fine a qualsiasi ulteriore  velleità di raddoppio. Chiediamo perciò che in sede di Conferenza di Servizi la Regione Lazio,  evitando tentennamenti e timidezze, esprima in maniera chiara e definitiva  che gli interventi in progetto saranno i soli autorizzati ed autorizzabili  nel Parco Nazionale del Circeo e che al contempo tale posizione venga  formalizzata con il provvedimento di chiusura della procedura 137/2005  relativa al raddoppio del porto.
 

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